Le Leggi di Murphy sono sempre in agguato, e così quando succede un patatrac su un database di Microsoft Exchange, accade molto spesso che: il database è in Dirty Shutdown e lo spazio sul disco dei database è davvero agli sgoccioli. Perchè questo scenario è uno tra i peggiori posibili? Perchè per riparare e deframmentare un database di Exchange usando eseutil, viene generato un database temporaneo che ovviamente ha la stessa dimensione del file che si sta riparando a cui va aggiunto un valore compreso tra il 10% e il 20% di overhead. Se lo spazio sul disco dei DB è agli sgoccioli, diventa davvero critico rimettere tutto in piedi. Soluzione: e se lanciassimo un eseutil su un altro computer che dispone di spazio in abbondanza e sul quale non ci debba essere per forza installato Exchange? Si può fare, a patto che si stia parlando di un Exchange 2000, 2003 o 2007! Vediamo come.
Come dicevo poco sopra, basta un qualunque PC, anche con Windows XP, che abbia i seguneti 2 requisiti:
- Avere spazio disco a sufficienza per ospitare poco più del doppio della dimensione del database che dovete riparare.
- I regional settings e il linguaggio di sistema devono essere gli stessi del server Exchange da cui preleverete i database.
Esempio: se avete un database da 100GB, il PC esterno sul quale ricostruirete il DB deve avere a disposizione il 110%-120% della dimensione del DB, quindi 220GB. Se il server ha i regional and language settings in inglese, lo stesso dovrà essere sul PC di destinazione.
Andate quindi sul vostro server Exchange e copiatevi:
- i file EDB del database che volete ricostruire;
- Nella cartella dove Exchange è installato, (Esempio C:\Program Files\Microsoft\Exchange Server\Bin oppure C:\Exchsrvr\Bin a seconda della versione di Exchange installata) copiatevi i seguenti file: Eseutil.exe, Ese.dll, Jcb.dll, Exosal.dll (questo non lo trovate su Exchange 2007), e Exchmem.dll
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